Cosmetici e saponi: perché ho scelto il fai da te

CURA DEL CORPO
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Per motivare questa decisione mi limiterò a riportare una breve lista dei principali ingredienti nocivi usati con disinvoltura nell’industria cosmetica e per l’igiene della persona, controllare per credere.


Nota bene: in commercio esistono molti prodotti validi e sicuri l’importante è saperli distinguere controllando sempre l’INCI di ciò che acquistiamo. Personalmente ho deciso di fare un uso consapevole dei cosmetici, diminuendone il consumo eccessivo e cercando di autoprodurre quanto più mi è possibile.
A volte un’esigenza ci può far scoprire una passione che non sapevamo di avere!

INCI?

Dal 1997 è obbligatorio che ogni cosmetico immesso sul mercato riporti sulla confezione l'elenco degli ingredienti in esso contenuti usando la denominazione INCI (i nomi degli ingredienti in lingua inglese o - in alcuni casi - in latino scritti in ordine decrescente di concentrazione al momento della loro incorporazione). É quindi facile verificare i quantitativi di un componente rispetto ad un altro. Se ad esempio nella lista degli ingredienti al primo posto troviamo 'Alcohol', significa che questo è il componente presente in maggiore quantità all'interno del prodotto acquistato.

FONTI

List of substances banned for use in cosmetic products as from 1 December 2010 European Commission - Cosmetic Product Notification Portal | Update of the inventory with Seveso III categorisation of substances (1 june 2015) European Chemicals Agency | Greenpeace Italia | The Global Portal to Information on Chemical Substances | United States Environmental Protection Agency | eChem Portal | www.biodizionario.it | www.greenstyle.it | www.carlitadolce.com | Wikipedia - Portale Chimica

Per ulteriori approfondimenti consiglio di chiedere informazione a uno specialista o agli organismi competenti in materia.

PARAFFINA (Paraffinum Liquidum – Mineral Oil – Vaselina – Petrolatum)
Un sottoprodotto del petrolio che spesso viene impiegato nella produzione di gel, creme idratanti e lozioni, anche per bambini. La paraffina liquida si ottiene dalla raffinazione del petrolio ed è stata dichiarata cancerogena dalla comunità europea, ma purtroppo se viene indicata come paraffina pura, può essere inserita nei cosmetici, la Legge lo consente.
Oltre a essere fortemente inquinante per l’ambiente appesantisce la nostra pelle, creando un film opprimente sulla cute e impedendo all’epidermide di respirare ed espellere le tossine. La paraffina è il principale ingrediente comedogenico, ossia causa di impurità e imperfezioni.

PARABENI
I principali parabeni che troviamo nelle formulazioni in commercio sono methylparaben, ethylparaben, propylparaben, isobutylparaben, butylparaben e benzylparaben. Vengono impiegati come conservanti nella maggiorate dei cosmetici di uso quotidiano, persino nei cosiddetti prodotti “naturali” o “organici”. Sebbene siano legalmente autorizzati nell’Unione Europea, è stato ampiamente dimostrato che queste sostanze ad alta potenzialità cancerogena penetrano e si accumulano nell’organismo.

MEA-DEA-TEA (Monoethanolamine – Diethanolamine – Triethanolamine)
Sono presenti in molti composti cosmetici. Li possiamo trovare quasi sempre nei prodotti che fanno schiuma quindi shampoo, saponi e bagnoschiuma e danno luogo a nitrati e nitrosamine ovvero agenti cancerogeni.

TENSIOATTIVI
Sono sostanze sostanze che aggiunte all’interno di una formulazione permettono di “sciogliere” lo sporco dalla pelle ed eliminarlo con l’acqua e quindi presenti in tutti i prodotti che detergono corpo e capelli e i più conosciuti sono senza dubbio il sodium laureth sulfate (SLES) e il sodium lauryl sulfate (SLS). Non sono sostanze cancerogene, come si pensava fino a qualche anno fa, ma essendo molto aggressive è meglio preferire prodotti contenenti tensioattivi naturali anche se con meno “effetto schiuma”.

ALLUMINIUM
Lo troviamo all’interno di tantissimi prodotti, alimentari e non, in particolar modo deodoranti e antitraspiranti, che possono contenere fino al 20% di sali di alluminio sotto forma di cloridrati di alluminio e idrati di zirconio. L’uso prolungato di queste sostanze è collegato al rischio di insorgenza di cancro al seno poiché i sali di alluminio sono in grado di danneggiare in modo significativo il Dna delle cellule, stimolandone la degenerazione in cellule cancerose.

PROFUMO
Tutti i cosmetici in genere hanno un odore gradevole. Siamo portati a pensare che la fragranza all’interno dei prodotti per l’igiene personale sia del tutto innocua, ma non è così. Il 95% delle sostanze chimiche impiegate nei profumi e nelle fragranze dei prodotti sono composti sintetici derivati dal petrolio e dal momento che i profumi hanno un basso peso molecolare, riescono a penetrare più facilmente nella pelle e possono causare allergie o difficoltà respiratorie.

FORMALDEIDE, QUATERNIUM 15, KATHON CG (Grotanm Euxil – Isotiazolina)
Sono conservanti e per questo vengono addizionate ai cosmetici contenenti acqua per evitare che si sviluppino muffe o batteri. Nonostante sia stata accertata la sua cancerogenicità, la formaldeide continua ad essere contenuta in una vasta gamma di prodotti, anche se a concentrazioni molto basse.

TOLUENE
É il solvente che serve a stendere facilmente lo smalto. Purtroppo è stato collegato a disturbi del sistema nervoso e può inoltre causare danni ai reni. Per correre ai ripari alcune case cosmetiche hanno tolto dai componenti dei loro smalti la sostanza incriminata. Forse il nostro smalto durerà meno, ma avremo la certezza di non avvelenarci.

EMOLLIENTI SILICONICI
Utilizzati per rendere morbidi e soffici i composti, non sono biodegradabili, soffocano la pelle e possono scatenare irritazione della cute e l’insorgere del cancro.

TRICLOSANO
Sostanza cancerogena e tossica per il sistema endocrino, contenuta in molti disinfettanti per le mani, deodoranti e dentifrici antibatterici. In Europa l’SSC (Scientific Steering Committee) della Commissione Europea nel 2002 ha dichiarato che il triclosano è un utile ed efficace biocida, aggiungendo che è “utilizzato con sicurezza da più di 35 anni in molti prodotti, inclusi quelli per l’igiene orale”. In Svezia però il Ministero della Sanità ne sconsiglia l’uso in seguito ad uno studio dell’Università di Stoccolma.

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