Confettura: ricetta facile per principianti

ORTO E DISPENSA

Trovo che preparare le confetture sia qualcosa di poetico, per me significa raccogliere i sapori, i profumi e i colori dell’estate in un vasetto e riscoprirli d’inverno davanti al fuoco della stufa.
Non vorrei caricare di aspettative questa operazione, ma c’è chi ritiene la trasformazione della frutta un’arte e per questo sia la letteratura culinaria che il web brulicano di consigli sulla preparazione perfetta.
Questo è il procedimento che uso io: un compromesso tra tradizione e sperimentazione.


Igiene

I vasetti vanno sterilizzati sempre prima dell’uso, non solo lavati. I coperchi degli appositi vasetti devono essere nuovi, integri e anch’essi sterilizzati. Lava gli utensili, lavati le mani e falle lavare a chi ti aiuta. Così facendo i pericoli relativi alla conservazione sono quasi inesistenti e non rischierai di trovare una muffa che ti aspetta quando aprirai il primo vasetto.
Qui il procedimento completo per sterilizzare

Ingredienti

Per 4 vasetti da 250gr
(usa gli appositi vasetti per confetture con coperchi a vite nuovi, in grado di consentire il sottovuoto)

pesche mature – 1,5 kg
limoni – 1 preferibilmente bio
pectina – 1 bustina
zucchero – 500 gr

Cos'è la pectina

Una fibra alimentare solubile che forma parte della parete cellulare delle piante. Quando si cuoce la frutta, questa rilascia della pectina che aiuta a scioglierne i pezzi (come accade naturalmente con la maturazione). Certa frutta ne contiene meno di altra quindi se ne rafforza la quantità nelle confetture aggiungendo mele, limone o altra pectina per accelerare i processi di realizzazione. Usando poi grandi quantità di zucchero e forte ebollizione la pectina trova nuova capacità di legarsi e la confettura si addenserà facilmente. Questa sostanza si può autoprodurre. Ne esistono varie marche in commercio sotto forma di polveri che possono essere usate per cominciare. La pectina industriale solitamente è fatta con le mele o con la scorza bianca degli agrumi polverizzata.

Verificare il sottovuoto

Per verificare che il sottovuoto sia effettivamente riuscito devi fare una prova. Per i vasetti con il coperchio nota che al centro del tappo c’è un piccolo rialzo, a forma di disco, se esercitando pressione col dito farà click clack il sottovuoto non è riuscito, al contrario, se non riesci a pigiarlo è andato a buon fine. Per i vasetti con la guarnizione dovrai slacciare la linguetta di metallo e provare a sollevare il coperchio con la punta di un dito, se la guarnizione farà resistenza e quindi farai fatica, allora il sottovuoto è andato a buon fine.

Procedimento

Procurati della buona frutta di stagione biologica, non vale la pena impegnare tempo e fatiche in un prodotto con scarsa materia prima, piuttosto compra qualche vaso di Rigoni d’Asiago e guardati un bel film.
Scegli frutta matura, ma includine anche una piccola percentuale di acerba (contiene livelli più elevati di pectina e rende meno liquido il risultato), un chilo e mezzo basterà per provare a fare la tua prima confettura senza stancarti troppo.
Ti consiglio albicocche, pesche, prugne o susine per cominciare. La ricetta è la più semplice.
Quindi lavala, non sbucciarla, togli il nocciolo, e tagliala a pezzetti. Al netto dei noccioli e di qualche scarto dovresti rimanere con un kilo di frutta.

Versa la frutta in una pentola capiente e falla sobbollire a fuoco lento finché diventa tenera. Ci vorranno circa 20 minuti, cerca di non farla mai bollire, poi spegni il fuoco e lasciala raffreddare in pentola.

Prepara lo zucchero in dose 2:1 quindi per un kilo di frutta te ne serviranno 500gr. Versa una bustina di pectina nello zucchero e unisci il tutto alla frutta mescolando bene con un cucchiaio di legno, rimetti sul fuoco e porta a forte ebollizione.
Il bollore vivace deve continuare per almeno tre minuti.
Questa fase aiuta a spezzare le catene di pectina e sostituisce altri metodi tradizionali più lunghi.

A questo punto aggiungi il succo di un limone per aumentarne la consistenza, mescola bene e continua a far bollire fino al punto di addensamento (altri 20 minuti circa).
Questo è il momento in cui solitamente sterilizzo i vasi in forno e faccio bollire i coperchi, in modo tale da averli ancora caldi quando verserò la confettura al loro interno. Infatti non andrebbe mai messo cibo bollente in vasi freddi e viceversa per evitarne la rottura.

La preparazione di marmellate non è una scienza esatta quindi più che fissare il timer dovrai basarti sui tuoi sensi e con un po’ di pratica capirai quando è il momento di invasare. Per aiutarti puoi usare il “test del nastro”: immergi il cucchiaio di legno nella confettura, sollevalo e giralo di lato. Lascia che la confettura si raffreddi leggermente e osservala colare dal cucchiaio. Se si raccoglie e scende a nastro, senza gocciolare… les jeux sont faits!

Ora puoi togliere i vasi sterilizzati dal forno facendo molta attenzione a non scottarti e disponili sopra un tagliere. Scola anche i coperchi e appoggiali sul tagliere. Versa quindi la confettura ancora bollente nei vasetti riempiendoli fino a un centimetro dall’orlo. Chiudi ermeticamente con il coperchio e capovolgi i vasetti lasciandoli immobili e coperti con un canovaccio per 24 ore.

Passato questo tempo controlla che si sia verificato il sottovuoto, etichetta e riponi in luogo fresco e buio! Spero che durante le tue gustose colazioni invernali penserai a me con un sorriso :-)!

Potrebbe interessarti anche

Commenta per primo!

    Lascia un commento